Luni: un’antica città romana

LUNI ANTICA

Luni Scavi è oggi parte del comune di Luni Ortonovo che raccoglie alcune località della bassa Lunigiana ai piedi delle Alpi Apuane, al confine tra Liguria di Levante e Toscana.

Luni Scavi è un sito archeologico di epoca romana che conserva quello che un tempo era una fervente città fondata dai romani nel 177 a.C.

Luna, sorgeva nei pressi dell’antico porto di Selene, da cui probabilmente deriva il suo nome, Dea Selene per i greci, Dea Luna per i romani.

Il porto Lunae

Il porto, situato a sinistra della foce del fiume Magra, era fiorente e molto attivo utilizzato dagli etruschi, frequentato dai greci e controllato dalle popolazioni autoctone: i Liguri-Apuani i quali già conoscevano la valenza del marmo bianco estratto dalle vicine Alpi Apuane.

Un po’ di storia

In seguito alla conquista da parte dei romani Lunae divenne porto militare come avamposto delle legioni romane contro i Liguri.

La definitiva sconfitta di questi ultimi e la conseguente deportazione in massa nel Sannio permise ai romani di fondare nei pressi del porto una colonia in cui si trasferirono ben 2000 cittadini romani (177 a.C.).

Il primo nucleo si sviluppò durante il periodo repubblicano e crebbe di importanza durante il primo impero grazie all’attività estrattiva nelle vicine cave marmifere.

Se si sale verso Carrara, nella zona delle Cave, per recarsi nel paese di Colonnata, poco prima di giungervi, si nota un grande blocco di marmo inciso che reca le parole: “Cave Romane I secolo d.C.”.

La fondazione da parte dei romani e il loro insediamento nell’antico porto di Selene fu la causa di un’intensa opera di bonifica del territorio circostante che permise la creazione di una colonia agraria.

Fu così che nell’89 a.C. Luni ottenne la cittadinanza romana diventando un vero e proprio centro cittadino, abbellendosi di monumenti e edifici pubblici, di un foro e di molte abitazioni private patrizie.

La fortuna di Luni non fu solo la sua prossimità alla strada romana per eccellenza, la Via Aurelia, bensì al fatto che durante il I secolo d. C. Roma richiese ingenti quantità di marmo bianco delle Alpi Apuane per le innumerevoli opere pubbliche attuate in quel periodo.

Grazie al suo florido porto che esportava non solo marmo e legname, ma anche prodotti locali quali vino, formaggi e oggetti d’artigianato, Lunae, riuscì a dotarsi di un grande anfiteatro che conteneva ben 7000 persone.

Nel V secolo d. C. la città fu scelta come sede vescovile raccogliendo sotto la sua giurisdizione un territorio molto vasto che comprendeva le zone dell’odierna Versilia (Forte dei Marmi) fino a Levanto, e dalla Garfagnana compreso le isole della Gorgona e della Capraia.

Il polo museale

Oggi è possibile visitare i resti di quello che un tempo era una rigogliosa città romana, lungo tutto l’assetto urbano si osservano l’edilizia privata e quella pubblica, il foro, le terme la basilica ancora con resti marmorei.

In alcuni siti lungo il percorso sono visibili mosaici pavimentali di estrema bellezza e pitture murali nelle abitazioni private.

Mentre all’interno del Museo sono conservati molti reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi che raccontano la vita e la prosperità di quella che fu una vera città romana.

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