La Spezia ed i suoi “muscoli”

L’oro nero di La Spezia

Mitili e mitilicultura (i “muscoli”) un patrimonio della città.

L’Italia è uno dei paesi con la maggior produzione di prodotti tipici rispetto agli altri membri della comunità europea.

In ogni angolo del nostro paese si possono rivenire piatti e tradizioni tipiche.

Allevamento di razze o coltivazioni di piante come da nessun’altra parte nel mondo.

Anche alla Spezia esiste una produzione tipica: i “Muscoli” (e non cozze come vorrebbe la lingua italiana).

Una tradizione, con oltre un secolo di storia, che è cresciuta nel tempo arrivando ad essere una vera e propria eccellenza del territorio, non solo provinciale, ma italiano.

La storia

La produzione dei mitili, nel Golfo dei poeti, avviene grazie ad un un uomo, Emanuele Albano, proveniente dalla non vicina Taranto.

Albano, già produttore di mitili nella sua città, decide di trasferirsi ed impiantare nelle acque liguri e precisamente nel Golfo dei Poeti, un nuovo stabilimento per allargare la propria, già avviata, produzione.

Le acque del Golfo vengono considerate di pregio per la salinità e per la presenza di acque dolci, in grado di conferire un gusto ed una struttura al mitile di gran lunga superiore rispetto a quelle prodotte in altre parti d’Italia.

La scelta del Sig. Albano non è dovuta al caso. Egli segue i consigli di due biologi naturalisti: il prof. Arturo Issei ed il professor D.Carazzi.

Da Albano in poi

Dalla fondazione dell’impresa Albano&C s.a.s presero il via altre aziende per la produzione dei mitili.

Va precisato che le prime aziende del settore furono installate da altri tarantini giunti a La Spezia per sfruttarne le acque marine.

In un secondo momento anche gli spezzini cominciarono a produrre il loro oro nero.

Ad oggi si contano 90.000 metri quadrati di acque dedicate alla produzione del mollusco.

Negli ultimissimi anni del nuovo millennio si è insediata, ad opera dei mitilicultori spezzini, la produzione di ostriche.

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