Equi Terme, tra terme e preistoria, un gioiello della lunigiana

Equi Terme un gioiello della lunigiana

Località curativa sin dall’epoca romana e ricca di reperti preistorici

 

A pochi chilometri dalla provincia di la Spezia, addentrandosi tra le montagne ricche di castagneti, si può raggiungere il piccolo borgo termale di Equi Terme, nel comune di Fivizzano.

Un paese conosciuto in prevalenza per la presenza dello stabilimento termale, ma non è l’unico elemento di richiamo per un turismo green e culturale.

Diverse sono le cose da vedere in quel di Equi.

Dai percorsi paleologici, al museo delle grotte ed infine il museo del lavoro della valle del Lucido.

Origine del nome

Sull’origine del nome Equi Terme vi sono diverse teorie.

La prima vuole che il nome equi derivi dal termine latino “acquae” ,in riferimento alla presenza delle sorgenti termali e dai numerosi torrenti che circondano la zona.

Altra ipotesi vuole che il nome tragga origine alla famiglia romana degli “Aequi”.

Infine la leggenda popolare vuol far risalire l’origine ad una colonia di esuli della vicina Luni che, scappati dalle invasioni normanne, si rifugiarono nell’entroterra in una posizione di riparo.

La nascita del complesso termale

Il complesso termale, come da noi conosciuto, prende vita nel XIX secolo.

Nella realtà, le terme venivano usate già in epoca romana.

L’odierna struttura, infatti, è costruita sui resti romani di un’antica stazione di sosta dove i viaggiatori, che percorrevano la via Clodia tra la Garfagnana e la Lunigiana, potevano riposare e ristorare le proprie stanchezze grazie alle acque termali.

Non solo terme

Come detto le cose da vedersi sono diverse in quel di Equi Terme.

Tra le attrazioni si possono citare il Complesso Carsico Paleontologico delle Grotte di Equi Terme, dai percorsi geo-naturalistici e dalle strutture didattiche museali.

Il museo delle grotte

Una tappa che non può non esser fatta è la visita al museo delle grotte.

Il museo trova sede in un mulino del XV secolo ed è allestita con pannelli espositivi del paleoambiente, delle Alpi Apuane e della valle del Lucido.

Vi sono anche le illustrazioni della vita dell’uomo di Neanderthal e degli animali presenti e di cui si sono rivenuti i resti.

Sono presenti inoltre una riproduzione dell’orso delle caverne (Urus Spelaeus) e dell’Uomo di Neanderthal, oltre che un’area per audiovisivi, una esposizione di fossili.

All’interno prende vita anche il Museo del Lavoro nella valle del Lucido per valorizzare e ricostruire la storia moderna della valle.

La Buca di Equi e le Grotte

La Buca, assieme alle grotte, sono l’attrazione principale del parco culturale di Equi.

Ma di cosa stiamo parlando? Essa altro non è che una grande cavità fossile accessibile da una bocca aperta su una parete strapiombante. Attraverso essa e tramite un percorso attrezzato, si possono raggiungere le grotte per vivere un’esperienza speleologica.

La Tecchia

La Tecchia non è una grotta, ma è un riparo scavato nella roccia. Tecchia difatti vuol dire tegola.

All’interno dell’anfratto sono stati rivenuti fossili e proseguendo all’interno è possibile accedere alle grotte della Buca.

Al suo interno sono presenti e catalogati i resti ritrovati negli anni addietro. Può anch’essa esser considerata un museo naturale in natura.

 

Diverse sono le attività e le “curiosità” culturali presenti sul territorio di Equi che è difficile racchiudere in poche righe.

Non resta quindi che andar di persona e visitare il posto con la voglia di osservare rispettosamente ed imparare o rinfrescare antiche nozioni apprese sui banchi di scuola!

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