Licciana Nardi e il suo territorio

Licciana Nardi tra curiosità ed itinerari turistici

Licciana Nardi si trova a sud della Magra, stretta fra i comuni di Aulla e Bagnone a ovest, ad est con Fivizzano e Comano; mentre a nord  sale fino a toccare il crinale dell’Appenino tosco-Emiliano.

Il comune di Licciana Nardi, al momento dell’unità d’Italia, si è formato grazie all’unione di diversi comuni in precedenza autonomi: Licciana, Varano e Terrarossa.

Varano assieme a Tavernelle, Ripola, Taponecco ed Apella nel 1411 si era data agli Estensi dopo che aveva partecipato in prima fila alla rivolta contro i marchesi di OlivolaTerrarossa, già feudo malaspiniano, ai primi del ‘600 era stata acquistata da Firenze. Licciana con Panicale, Monti, Bastia e Pontebosio furono feudi malaspiniani sino alla rivoluzione francese, poi divennero degli Estensi.

Il territorio civico di Licciana Nardi è attraversato per tutta la sua lunghezza, da Sud a Nord, fin dai tempi più antichi, dall’importante strada denominata “Strata Lizane” o via di Linari, che dai pressi di Aulla risaliva, e risale, la valle di Taverone, fino ai valichi del Lagastrello e dell’Ospedalaccio.
A Monti questa strada riceveva un’arteria antichissima, già tratturo preistorico, poi pista altomedievale, proveniente dalla Garfagnana e dalla piana di Soliera, per ripide balze fino alla Pieve di Bagnone.

La prima notizia documentata di Licciana è del 1255, ma la sua esistenza come posto di guardia per l’abbazia di Linari è sicuramente antecedente. È un tipico esempio di borgo sviluppatosi nel fondovalle con funzioni di sbarramento militare. Della fortificazione del paese si occuparono i Malaspina succeduti ai Maregnano.

Secondo le indagini dello storico Formentini anteriormente al sec.XIII Licciana sarebbe stato uno dei villaggi che formavano il vico di San Valeriano, cappella dipendente dalla pieve di Venelia e documentata dalle decime degli anni 1297-1299. La cappella, ricordata negli estimi del 1470-71, sarebbe identificabile con la cappella cimiteriale di San Rocco costruita con un paramento murario romanico, successivamente intonacato.

Licciana è un borgo di impianto lineare, che mostra la sua origine urbana e di controllo di un percorso in cui, posta al suo estremo orientale la rocca malaspiniana ne era la sua più logica conclusione. Rocca intorno al secolo XI trasformata in palazzo fortificato: ne sono riprova l’elegante loggia e le numerose finestre incorniciate. L’uso frequente della pietra nelle costruzioni ha conferito all’intero abitato una caratterizzazione tipica a tutta la valle.

In Licciana esistono due castelli: quello del Piano, sulla sinistra del Taverone, fuori dal borgo, in parte divenuto sede comunale, unito da pensilina alla parrocchia settecentesca di San Giacomo.

Nel 1933 il paese di Licciana aggiunse l’attuale secondo nome “Nardi” in omaggio ai patrioti Anacarsi Nardi e Biagio Nardi, nativi della frazione di Apella.

Frazioni e dintorni

Sono numerose le frazioni che costituiscono l’attuale comune di Licciana Nardi, tutte storicamente importanti, vuoi perchè feudi malaspiniani, vuoi perchè ricche di permanenze storico-artistiche.

Monti

Esso è il luogo di controllo lungo la valle del Taverone; le sue più antiche strutture medievali sono oggi totalmente fuse nella trasformazione seicentesca. Oltre al duecentesco castello malaspiniano e al cinquecentesco Palazzo del Poderetto, si trova la pieve già detta di Venelia (nome con ogni probabilità ligure o romano), radicalmente trasformata tra il ‘700 e il ‘900, ma che conserva un’abside assai interessante.

Pontebosio

Questi già minuscolo feudo, al di la del Taverone, accanto alla chiesa parrocchiale si erge un grande castello secentesco.

Bastia

Bastia

Bastia con il suo importante castello già malaspiniano la cui rocca è assegnabile alla fine del XII secolo. Trasformata nel 1500 in abitazione signorile ancora oggi mantiene intatto l’aspetto tipico di forma quadrangolare dotata agli angoli di torri a sezione circolare ed è il maschio che domina al centro dell’intero complesso.

 

Panicale

Già centro feudale si presenta come un borgo murato con antica porta di accesso e le case dei Medici assai significative. Della antichissima corte obertenga restano alcune testimonianze di fortificazioni tra cui la rocca che intorno al XV secolo fu voluta dai medici di Panicale quale loro residenza.

Montevignale

Questo si trova fra MontiPanicale, da qui mediante un sentiero si raggiunge il Vara, dove sono poste antiche e interessanti torri nella chiesa parrocchiale.

Apella

Si staglia contro le pendici appenniniche a dominio dell’Alta valle del Taverone. Probabilmente all’origine era legata al sottostante insediamento fortificato di Taponecco, indicato nelle carte medievali come “castrum“.
L’odierno borgo di Taponecco e in minor misura il villaggio alpestre di Apella, conservano un loro fascino, così come Varano e soprattutto Tavernelle, stendendosi in posizione pianeggiante lungo il Taverone, già mercato medievale del quattro-cinquecento, divenuta borgo tra i più caratteristici della Lunigiana. Nelle balze scoscese tra Bastia e Baccana, sulla sinistra del Taverone, non lontano da Licciana, in mezzo ai boschi e accessibile oggi con difficoltà, si trovano gli imponenti resti del convento quattrocentesco dell’Annunziata dei Servi di Maria, posto su una strada un tempo molto importante che portava ai valichi appenninici.

Borgonuovo (Terrarossa)

Castello di Terrarossa – foto wikipedia

Abitato assai popoloso, si stende in piano, nel territorio dell’ex comune di Terrarossa, nato dopo il mille, oggi comunemente conosciuto come Terrarossa, con un castello cinquecentesco, ben restaurato. Notevoli sono la parrocchiale di San Giovanni, dipendente sino alla metà del ‘600 dall’abbazia di Aulla, e alcuni palazzi già di proprietà della grande famiglia Cocchi. L’antica Terrarossa si trovava fra i torrenti Taverone e Civiglia e il villaggio di Costamala, ove la collina di Castrovecchio è identificata nella bizantina Rubra. Nei pressi, troviamo, eredi di Rubra, castelletto, le cui vestigia medievali sono state distrutte e Masero nominata nell’atto di fondazione dell’abbazia di Aulla dell’anno 884. Un’abside romana duecentesca è conservata in un fianco della chiesa parrocchiale di Cisigliana, che ha mutato, come la pieve di Monti, l’orientamento liturgico. Il paese si trova ai margini della “prada” della Bastia, culminante nella torre Nocciolo, antico “castellaro” che sino a non molto tempo fa offriva resti notevoli di costruzioni e da cui si gode un panorama vastissimo.

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