Santa Maria Assunta, Cattedrale di Sarzana

Nel centro di Sarzana

Santa Maria Assunta, concattedrale della Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato

La splendida chiesa di Santa Maria Assunta, oggi concattedrale della Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, un tempo il cuore dell’antica Diocesi di Luni-Sarzana (1465), racchiude nelle sue mura e dentro di se tutta la storia di Sarzana.

Da San Basilio A Santa Maria Assunta

L’edificio sorge sull’antica pieve di San Basilio (1148) a spese della vicina città romana di Luni.

La città era sede vescovile e pertanto capo della vasta Diocesi di Luni, ma i cambiamenti territoriali che la videro trasformarsi pian piano in palude e i continui attacchi da parte dei saraceni portarono alla decisione del vescovo di trasferire la sede diocesana nel vicino borgo fortificato chiamato Castrum Sarzanae (1204).

Fu così che la pieve rurale di San Basilio venne trasformata nella chiesa tardo gotica a tre navate nominta Santa Maria Assunta.

La sua facciata a capanna fu bellamente rivestita in candido marmo (1355-1474) e abbellita da un portale a protiro (1355, Michelino De Vivaldo) e un rosone finimente lavorato, opera di Lorenzo da Pietrasanta (1474).

Dell’antica pieve rimane solo il campanile a corpo quadrato con merli alla guelfa.

I Tesori conservati e nascosti in Santa Maria Assunta

Se si osserva bene, in alto a sinistra della facciata, si nota un particolare cuorioso che stupisce e che ha dato origine a varie leggende locali, un’elsa di spada conficcata nel muro.

C’è chi ama raccontare favole su quell’oggetto posizionato in un luogo così particolare, ma certo è che quello fu un segno di una Pace, tra il vescovo e i signori Malaspina e Sarzana, sugellata dal Sommo Poeta.

E già, come tutti sanno, persino Dante Alighieri visitò questa bellissima cattedrale.

Attraversando il portale si entra in una basilica a tre navate, ornata da un transetto che ospita due cappelle con magnifici altari in marmo del XV secolo, opera dei Riccomani di Pietrasanta.

Sono presenti anche due cappelle laterali all’altar maggiore che custodiscono oggetti di inestimabile valore.

Nella cappella sinistra si trova il crocefisso di Mastro Guglielmo del 1138.

Esso è il più antico esempio di croce dipinta datato epigraficamente, e si trova proprio all’interno della Cattedrale di Sarzana.

La cappella di destra invece è titolata al Preziosissimo Sangue proprio perchè ospita la reliquia del Sangue di Gesù Cristo, giunta a Luni assieme al famoso Volto Santo di Lucca.

Il soffitto della cattedrale

Il soffitto riserva un altra meraviglia. Esso è rivestito da cassettoni lignei riccamente decorati opera dell’intagliatore Pietro Giambelli che lo eseguì tra il 1662 e il 1670.

L’organo

Sulla cantoria, in controfacciata, si gode del bellissimo organo a canne Serassi, costruito tra il 1840 e il 1842, composto da una cassa lignea definita da lesene corinzie scanalate.

I dipinti delle cappelle laterali

Le cappelle laterali delle navate sono impreziosite da dipinti seicenteschi e settecenteschi di artisti quali il sarzanese Domenico Fiasella, il campano Francesco Solimena e Antonio Maria da Carpena detto il Carpenino.

Sono presenti statue settecentesche e opere scultoree quattrocentesche, come gli altari marmorei dei Riccomani, la terracotta di scuola Robbiana e le statue del carrarese Giovanni Antonio Cibey.

Un vero e proprio luogo di culto sia religioso che artistico culturale nel centro di Sarzana.

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