Il “Sarzana” ossia Domenico Fiasella

Fiasella il pittore che incarna l’anima della sua città

Domenico Fiasella é il pittore che più di ogni altro ha legato la sua attività e la la sua fama alla città di Sarzana. Nell’immaginario dei giovani del posto e non solo, ormai Fiasella è la via che a lui deve il nome. Uno dei tanti carobi sarzanesi, che nel corso degli ultimi vent’anni sono stati ampiamente riscoperti e rivalutati Ma se andiamo più in profondità non possiamo non pensare a lui, al grande pittore. Infatti é comunemente conosciuto come “il Sarzana”, che gli diede i natali nel 12 agosto 1589.
Egli fu un pittore ecclettico, forse il principale esponente della scuola barocca genovese, ci ha lasciato numerose opere di carattere sacro e profano.

La sua famiglia era originaria di Trebiano ed era inserita molto bene nel tessuto lunigianese.
Grazie al vescovo della diocesi di Luni e Sarzana G. B. Salvago, che lo sostenne nella sua iniziale carriera e che lo inviò a Genova, per essere istruito dapprima nella bottega del pisano A. Lorni, per poi diventare allievo di G. B. Paggi, al suo rientro da Firenze, Fiasella imparò i primi rudimenti della pittura.
Sostanzialmente la sua attivitá pittorica si svolse tra Genova e Sarzana.
Il suo stile, sempre “in equilibrio tra la componente naturalistica di matrice caravaggesca e gentileschiana e la corrente classicista ispirata alle opere del Reni” cit. Wikipedia

La formazione a Roma

Terminato questo apprendistato pittorico si trasferisce a Roma, per soggiornarvi fino al 1616. Questo soggiorno gli permise di conoscere le opere della precedente generazione rinascimentale , da Raffaello Sanzio, a quella di Michelangelo Buonarroti, di Tiziano e di Sebastiano del Piombo, oltre che l’opera dei suoi contemporanei. Molto importante sará la frequentazione dell’Accademia del Nudo, nata nel 1577.

Il ritorno in Liguria

Discesa dello spirito Santo-anno-1618

Nel 1616 Fiasella fa ritorno a Sarzana e qui realizza soprattutto la pala d’altare “San Lazzaro implora la Vergine per la città di Sarzana”. In quest’opera Fiasella sintetizza in maniera sublime il classicismo e il naturalismo. Oggi si trova nella nuova chiesa parrocchiale di San Lazzaro.  Inoltre qui realizzerá anche l’Adorazione dei Pastori, un notturno, per la chiesa di San Francesco a Sarzana.

Nuovamente a Genova

In seguito lo ritroviamo a Genova nel 1622, dove dipinse un ciclo pittorico di opere che prende il nome di “Le storie di Ester”. Oltre a questi Fiasella dipinse lo stupendo Martirio di Santa Barbara per la chiesa di San Marco. Qui raffinati effetti di colore e di luce, con un aristocratoco taglio del panneggio della Santa.

La maturitá pittorica

Di questo periodo che va circa dal 1630 al 1640, Fiasella realizza numerose opere commissionategli da Giacomo Lomellini detto il Moro, tra cui i dipinti nella SS. Annunziata del Vastato e poi la grande Assunzione di Nostra Signora del Monte, elabora l’iconografia ufficiale della Repubblica nelle raffigurazioni del Palazzo Ducale.

Nel 1637 Fiasella esegue i disegni per la statua della Madonna da porre su Porta Pila, scolpita da Giovanni Domenico Casella detto Scorticone, lo scultore che assieme a Giacomo Porta aveva rivestito di marmi l’interno dell’Annunziata del Vastato.

Il pittore mantenne stretti legami con la sua città natale, che conserva tuttora molte sue opere e lavorò a più riprese per i Cybo Malaspina di Massa. Inviò anche opere a Mantova, Piacenza e alle chiese della “nazione” genovese di Napoli e Palermo.

Morì a Genova nel 1669.

Le sue opere le ritroviamo principalmente nelle chiese e nei musei liguri ma anche esposte in musei come il Louvre, oppure presso il Ringling Museum of Art di Sarasota in Florida e al Museo Bruckental di Sibiu in Romania.

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