Marina di Carrara al tramonto…in una giornata d’inverno

Marina di Carrara al tramonto

Marina di Carrara in una giornata d’inverno, come queste che stiamo attraversando, mi ricorda di come sia bella la nostra terra. La mia voglia di mare è forte, tant’è che mi spinge a cercarlo. Proprio passeggiando per le spiagge al tramonto riscopro il Libeccio e l’odore di salmastro che è parte di chi abita appiccicato al mare.
Le feste e i bagordi sono quasi finiti, solo l’Epifania deve fare ancora capolino. 

Mi soffermo sui colori ocra e turchese che si stagliano all’orizzonte, per poi perdersi nel mar Tirreno.

Mi volto e vedo le cime delle Apuane innevate, che fanno da contraltare agli stabilimenti balneari chiusi, che si sforzano di tenere le spiagge pulite, accatastando con dovizia la legna piombatagli addosso dopo le frequenti mareggiate.
Marina di Carrara è un’idea come un’altra, parafrasando Paolo Conte. Ma per noi lunigianesi é lo specchio in cui il marmo si riflette. Il marmo di Carrara fiero emblema di un territorio vero ed autentico. Dove la gente é sincera, forse un po brusca ma mai banale.
Marina di Carrara immersa tra le pinete ed i parchi si estende senza soluzione di continuità tra il mare e il centro di Avenza, mentre ad ovest si salda quasi come in un legame mistico a Marinella.
Marina di Carrara con il suo monumento al “buscaiol”, il lavoratore di giornata, addetto ai lavori pesanti nel porto o nelle cave di marmo, con la sua splendida Villa Ceci, che con il suo parco è dotata di una bellezza straordinaria. Quest’ultima, purtroppo, negli ultimi anni caduta in disgrazia.
Io Marina di Carrara la vedo così, con gli occhi di chi, quando ancora bambino, i miei genitori soleano portami a giocare nei suoi bellissimi parchi, respirava quella salubre aria di mare fantasticando attraverso le sue sculture di marmo.

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