Il panigaccio e la cultura del suo territorio

Il panigaccio di Podenzana emblema di una terra unica che è la Lunigiana 

Il panigaccio di Podenzana, come del resto il testarolo, è un’emblema culinario che raggruppa tutta la Lunigiana. Entrambi piatti tipici di una cultura fatta di cibi poveri, ricavati dall’economia locale di stampo prettamente agricolo. Il panigaccio piatto povero quindi, semplice ma nutriente, figlio di uno strato culturale composto da gente che è sempre andata contro. Gente di Lunigiana siamo, gente un po bastarda, degna erede di quei Liguri Apuani che tanto male fecero ai Romani. “Il mare a due passi per specchiarsi e i monti nel sangue per difendersi”.
La terra dove Dante trovò rifugio, quella Lunigiana dove si parla un dialetto variopinto, frammisto di emiliano, ligure e in misura minore toscano.

Il panigaccio non poteva nascere in altra terra se non nella terra della Luna!!!

Il panigaccio, come lo conosciamo noi , secondo diverse fonti, nacque nel paese di Podenzana, in un periodo storico non ben precisato, che affonda le sue radici nella notte dei tempi, questi è una sorta di pane dalla forma rotonda, non lievitato, che viene cotto in speciali piatti di terracotta, chiamati testi ed arroventati sul fuoco. Sostanzialmente viene creata una pastella formata da farina, acqua e sale, che viene successivamente posta nei testi. Prima di cuocerla nel forno a legna, la si inframezza tra un testo e l’altro, in modo da formare una pila.
Il panigaccio finito ha una consistenza morbida e croccante a seconda del tempo di cottura. I panigacci solitamente vengono serviti con degli affettati o dei formaggi come lo stracchino o il gorgonzola. Si possono anche servire con il pesto o con il sugo, previa la loro bollitura, infine vengono abbondantemente conditi. Negli ultimi anni abbiamo anche assistito alla variante “dolce”, mediante l’uso di cioccolata spalmabile.

Abbiamo parlato di Podenzana come paese Natale del panigaccio, ed è proprio in questo bellissimo luogo che è stato costituito un consorzio tra i ristoratori, per conservare il sapore antico di questo semplice prodotto. Tale è stato incluso anche nel P.A.T., cioè classificato come “Prodotto agroalimentare tradizionale italiano” dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con la collaborazione delle Regioni.

Rammentiamo anche di un aneddoto accorso durante il secondo conflitto mondiale, quando i tedeschi distrussero un ponte che collegava il comune di Podenzana al resto della regione, qui gli abitanti rimasti isolati sopravvissero mangiando panigacci preparati con farina di ghiande e castagne.

 

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