Ortonovo il paese del mio avo “fagiolin”

Ortonovo la mia seconda patria

Ortonovo, dovete sapere, che è la terra natia dei miei due nonni paterni. Il mio riferimento riguarda ovviamente il paese e non il comune che, ultimamente, date le sue riminiscenze romane, si è proclamato Luni tramite un referendum consultivo.

La mia cara nonna lo declinava spesso “Ortnò ” e a chi gli diceva che abitava al piano lei gli rispondeva subito tacendolo: “no! Tu sei di Casano, non sei di Ortonovo“.  Gran donna mia nonna, che si era tirata su 5 figli maschi senza battere un ciglio, piena di una determinazione  senza pari, figlia del lavoro sui campi. Casano, per chi non lo sapesse, è la parte “bassa” del comune di Luni, zona che con l’aumento demografico degli ultimi 40 anni si è sviluppata molto.

I miei ricordi

Io e la mia famiglia andavamo a trovare i “parenti di Ortonovo” almeno 3 volte l’anno, soprattutto durante il periodo della Madonna della Guardia ossia la Madonna del Mirteto, Santo patrono del paese. I miei ricordi di quei momenti  mi rimandano sempre al pensiero di quanto questa brava gente fosse semplice ed aliena di quanto avveniva nei centri di maggior presenza demografica, come CarraraSarzana e La Spezia. Perchè al paese, stiamo parlando di circa 30 anni or sono, le dinamiche erano differenti e questo io, bambino com’ero, lo notavo molto bene.

Scendevamo per le viuzze lastricate del paese per trovare le zie e le cugine. Eh si! Le zie, le sorelle di mia nonna, visto che i parenti da parte di mio nonno, morto nel ’76, non vi risiedevano più, ci accoglievano sempre con grande festa. Queste che ricordo sempre “vecchie”, infatti sono decedute ad una veneranda età, una ultracentenaria e l’altra ultra novantenne, erano vitali e gioviali, sempre pronte alla battuta. Soleano mettersi a parlare con mia nonna e mio padre, dei periodi di quando lui ragazzo soggiornava da loro frequentando i cugini.

Il territorio di Ortonovo mi ricordava  e mi ricorda ancora, la situazione degli altoatesini o di chi è posto a confine di due regioni. Perchè il paese è posto ai piedi delle Alpi Apuane, nell’estrema propaggine della Riviera di Levante, quindi in prossimità del confine con la regione Toscana. Le influenze del carrarese sono molto forti, infatti anche i termini dialettali mi ricordavano sempre quelli della vicina Carrara. Ad esempio il “rigolo” per indicare il solco di terra, tra quelli che rammento.

Oggi quando mi capita di percorrerlo, in bicicletta, mi vien voglia di fermarmi e mettermi a parlare con il primo vecchio che incontro, come farebbero due buoni amici, ma poi, dato il mio carattere tipicamente ligure, desisto.

Ortonovo e il Fagiolin

Grazie ad uno storico locale, circa 4 anni fa, venni a conoscenza di una parentela con un personaggio illustre di Ortonovo, tal Pietro Gherardi. Questi, ribattezzato “il Fagiolin”, visto il suo aspetto minuto, era a capo nel 1894, durante i “Moti di Luni­giana“, vedi anche, degli anarchici ortonovesi. Catturato e condannato morì in prigione a Sarzana. Quando seppi di questa notizia ne parlai ad una cugina di mio padre, mi confermò tale notizia e mi disse testualmente: “il Fagiolin era un fratello del padre di tuo nonno”.  Avevo un parente anarchico nella mia genealogia! La cosa combinava peraltro con il carattere del “contro in testa”, per dirla con le parole dello scrittore M.Rovelli, che abbiamo sempre avuto nella nostra famiglia.

Insomma Ortonovo, oggi spopolata, sgretolata dalle frane, dimenticata dai più, ha per me sempre un ricordo ed un fascino particolare, il mio Orto-nuovo da cui attingere ispirazione nei momenti di difficoltà.

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