Il fiume Magra

Il fiume Magra, una valle, un territorio, un modo di essere

Il Fiume Magra è per noi abitanti della Valle omonima un punto fermo, un fratello maggiore, capace di regalarci parecchie soddisfazioni, con i suoi fantastici scorci paesaggistici, ma anche problemi di non poco conto.

Un Po di dati tecnici:

Il Fiume Magra o la Magra come viene spesso nominata, scorre in sia Toscana che in Liguria andando a bagnare le province di La Spezia e quella di Massa-Carrara. Ma non è tutto, perché il nostro bel fiume è il principale fiume della Liguria per portata media alla foce. E’ grazie a lui che si è formata la valle omonima che ne prende il nome: “Valle del Magra“.
Il fiume nasce a quota 1.200 m s.l.m., tra il Monte Borgognone e il Monte Tavola, che si trovano entrambi in Toscana, per poi proseguire in Liguria, da qui vi confluisce il Fiume Vara. Il fiume Magra poi arriva fino al Mare sfociando con un ampio estuario all’interno del Comune di Ameglia e più precisamente tra le località di Fiumaretta e di Bocca di Magra.

I miei ricordi

I primi ricordi che ho del fiume sono legati al suo ponte. Per l’esattezza al suo vecchio ponte, che lo attraversava “traghettando” i veicoli da Romito Magra a Sarzana per intenderci e che crollò durante un notte degli anni ’60, fortunatamente senza provocare vittime. Non che ricordi quell’evento, dato che sono nato negli anni ’70, ma ricordo molto bene i piloni che lo sorreggevano, lasciati li fino ai primi anni 2000, se ben ricordo, quasi come se fossero un monumento locale. Infatti anche quando venne eretto poco dopo il nuovo ponte, rimasero in piedi anche quelli vecchi. Spesso, mentre ci passavo, dato che Romito Magra è la mia Alma Mater, a bordo dell’allora Fiat 128 o del Maggiolone possedute da mio padre, mi domandavo di continuo che storia c’era dietro al vecchio viadotto: “il ponte sul Fiume Magra crollato misteriosamente una notte di un tempo passato”..

Ma ricordo anche molto bene l’odore del Fiume che sentivo duranti gli allenamenti al campo dell’allora U.S. Romito poi Polisportiva, che era ed è ancora adiacente alla Magra. Condito da una serie di aromi di caffè che provenivano dalla vicina fabbrica Crastan. Ricordi indimenticabili anche per la mia epopea di beata spensieratezza.

Più recentemente ricordo le corse lungo il suo corso con Theo, il fedele Labrador compagno di mille avventure, tra l’altro un cane unico nel suo genere.

Purtroppo recentemente ho avuto solo ricordi di argini franati, di esondazioni e di scarichi abusivi senza colpevoli.

Ma sono fiducioso che il Fiume Magra mi saprà e ci saprà ancora regalare degli splendidi ricordi da tramandare alle generazioni future.

La Magra oggi

Come ho appena accennato, negli ultimi anni, a causa dei cambianti climatici e della trascuratezza a cui è stato sottoposto, il Fiume Magra, da patrimonio della Valle, è diventato una fonte di pericolo. Dopo l’alluvione del 2011 tutti hanno preso coscienza del problema e si è iniziato a considerare la Magra come una spada di Damocle da cui cercare di sfuggire.

Fortunatamente sono sorti parecchi comitati cittadini un po in tutti i comuni, al fine di vigilare sui lavori di messa in sicurezza degli argini e di altre manutenzioni ordinarie e straordinarie, come la pulizia dei canali affluenti, nonché sul controllo di sversamenti sospetti.

Il futuro

Il futuro del Fiume Magra oggi come oggi è in mano nostra; dei cittadini. Perché siamo tutti circondati da autorità pubbliche svuotate di denaro e di poteri, che invece di vigilare sulla sicurezza delle persone e sui dissesti idrogeologici che può produrre direttamente e indirettamente il fiume, cercano di rammendare una maglia ormai con troppi buchi.

Se riusciremo tutti e dico tutti, a capire che il nostro Fiume può diventare una risorsa per ognuno di noi, allora avremmo vinto la nostra battaglia. Perché abbandonando i soliti campanilismi e sviluppando dei progetti di lunga visione, si potrà traghettare tutta la valle del Magra verso un futuro dalle rosee aspettative.

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